Le nuove pubblicazioni arrivate in Libreria Oriente Cristiano a PIO:
Orientalia Christiana Analecta, num. 282: Stanislaw Chojnacki, Christ's Resurrection in Ethiopian Painting, 2009.
Nuovi Saggi Teologici (EDB ed.), Pier Giorgio Gianazza, Temi di teologia orientale/1. Presentazione di Dimitrios Salachas esarca apostolico in Grecia, 2010.
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Atto accademico in onore del Cardinale Špidlík venerdì, 26 febbraio 2010
Il seguente articolo è apparso nell'Osservatore Romano il lunedì-martedì 1-2 marzo 2010, p. 8
Si ringrazia l'autore e la redazione per il permesso di pubblicarlo.
Un maestro di spiritualità orientale, capace di fondare una scuola oggi radicata anche nell'arte, nella cultura e nella politica in Oriente come in Occidente. Ecco il profilo del cardinale novantenne Tomáš Špidlík tratteggiato dalla comunità scientifica del Pontificio Istituto Orientale che il 26 febbraio ha dato vita a un atto accademico in suo onore. È un riconoscimento a «lavori ancora in corso» perché Špidlík continua «a pieno ritmo» a studiare la tradizione dell'Oriente cristiano nella sua relazione con il mondo contemporaneo da quel privilegiato punto di osservazione che è il centro Aletti. Tanto che la sua opera non è vista semplicemente come un lavoro di storia della spiritualità ma rappresenta una visione teologica organica. «Cerco di propagare - dice oggi di se stesso - la bellezza che salva, una visione teologica dove prevale un approccio simbolico, liturgico, e dove l'immagine visuale è uguale alle testimonianze di fede dette o scritte».
Di seguito sono riportate alcune foto dall'Atto accademico in onore del 90° Genetliaco di Sua Em. Rev. ma Tomáš Cardinale Špidlík, Professore emerito del PIO che si è tenuto il venerdì 26 febbraio 2010 al Pontificio Istituto Orientale.
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Un nuovo corso sotto il patrocinio dell'Ambasciata di Romania presso la Santa Sede: Umanesimo e Sacra Scrittura nell'Europa sud-orientale (sec. XVII - XVIII) inizierà il 15 aprile 2010. Sarà svolto dalla Prof.ssa Daniela Dumbravă, PhD, Istituto di Studi Umanistici dell'Università di Firenze; post-dottorato presso il Warburg Institute, London. Il corso si propone di offrire un excursus nell'epoca in cui si omologavano vari metodi applicati alla storia ed agli studi biblici, puntando sui cambiamenti cruciali e nel contempo, segnalando per un'ulteriore analisi le impostazioni metodologiche degli studi umanistici in Europa sud-orientale, sopratutto fra il XVII ed il XVIII secolo. Esporre l'evoluzione di una civiltà attraverso una collezione complessiva di vestigia del passato rispecchia in qualche modo l'idea erodotea e varroniana di antiquitates, riportata dallo storico Arnaldo Momigliano nella sua analisi dell'umanesimo seicentesco e settecentesco. Nondimeno, le traduzioni poliglotte della Bibbia, eseguite ai tempi della Riforma, precedettero un'estensione metodologica poiché l'approccio cinquecentesco agli studi biblici si fondava sullo studio complessivo della storia, della filosofia, dell'archeologia e della geografia, materie convergenti verso una storia sacra antiquaria, non più prevalentemente dogmatica. Tout court, questa esigenza metodologica diventò la base epistemologica di un umanesimo omologato nell'ambiente accademico ed intellettuale europeo ed ulteriormente sud-est europeo, precisando che quest'ultima si congiunse con il versante scolastico costantinopolitano per i medesimi studi.
INTERVISTA CON P. CONSTANTIN SIMON VICE-RETTORE DEL PONTIFICIO ISTITUTO ORIENTALE
Padre Simon, da quanto tempo è al Pontificio Istituto Orientale?
Sono arrivato qui come studente nel 1978, e insegno dal 1986; in mezzo ho anche studiato Filologia slava e balcanica a Monaco di Baviera. Da oltre 20 anni quindi insegno storia slava e storia russa; all'inizio mi avevano chiamato per insegnare storia balcanica, poi il docente di storia russa p. Krajcar si ammalò e il rettore di allora, p. Piovesana, mi chiese di sostituirlo.